|
|
Storia/Personaggi storici/Giovanni Verde
|
 Giovanni Verde
di Felicia Lamonaca
Giovanni
Verde, letterato, scultore e giornalista, nasce a Forio il 25
settembre 1880. Frequenta il liceo e si iscrive alla facoltà
di
Giurisprudenza, senza conseguire la laurea, preferendole
l’attività artistica e letteraria.
Scrive per Il Giorno, Il Pungolo ed Il Mattino. Parte per la Prima
Guerra Mondiale e al ritorno riprende la sua attività
giornalistica scrivendo sul periodico Il Gerone (1910 – 1915)
e
nel 1921 fonda L’Aquilotto. Il primo dopoguerra segna un
periodo
prolifero per Verde, sono pubblicate le sue poesie dialettali, accanto
ad articoli, bozzetti e disegni.
Insegna materie letterarie nella scuola ENEM di Napoli. Dopo la Seconda
Guerra Mondiale, è nominato Direttore del Museo del
Torrione,
dove sono conservate le opere dello scultore Giovanni Maltese.
Nel 1955 Verde cura la pubblicazione dei sonetti dialettali inediti di
Maltese.
Tra le sue opere ricordiamo: “La saga di Pitecusa o la
leggenda
dell’isola d’Ischia”, “Quando
ne imbrocco
una”, in dialetto foriano, “I miei versi
giocosi” in
italiano e la commedia in dialetto foriano
“Nzàurete”.
La sua produzione poetica si caratterizza per un’intelligente
ironia ed autoironia, attraverso la quale coglie gli aspetti genuini
della vita foriana. Accanto alla sua produzione poetica è da
annoverare il lavoro di scultore, ricordando almeno il monumento a
Vittorio Emanuele II a Gorizia e il bassorilievo dedicato a Luca
Balsofiore, medaglia d’oro al valore militare.
Giovanni Verde muore il 28 marzo 1956.
Bibliografia: La scheda è stata redatta consultando i seguenti volumi: G. BARBIERI, Forio. Nella
storia, nell’arte, nel folklore, Forio, Biblioteca
Privata "G. Barbieri", 1987, 217; G. VERDE, Quando ne
imbrocco una! Poesie in dialetto foriano, introduzione a cura
di Nino D'Ambra, Melito, Tipografia «Ampa», 1990;
G. VERDE, I miei versi giocosi, Forio,
Tipolito Epomeo, 1994; G. VERDE, Racìmoli,
Napoli, R.B.F., 2004.
|
|
|
|