|
|
Tradizioni/Leggende/La leggenda di Punta Imperatore
|
La leggenda di Punta imperatore
a cura di Felicia Lamonaca
Al largo di Punta Imperatore un grande scoglio a forma di vascello
troneggia in mezzo al mare. La roccia che affiora dall’acqua
è la Nave che riportò Ulisse a Itaca.
Si narra infatti che nel suo mitico viaggio giunse al largo di Punta
Imperatore, nella frazione di Panza, su una barca a vela e stanco del
volere avverso degli dei reagì violentemente, imprecando
contro Giove. Il sovrano dell’Olimpo non volle tollerare tale
oltraggio e decise di punire Enea, pietrificandogli la barca.
Pietrificata da tempo immemore, espia la sua colpa non riuscendo mai a
raggiungere la riva. Un uomo e una donna riuscirono a salvarsi
dall’ira degli dei. Fuggirono e si diressero alla spiaggia di
Citara. Furono i primi e gli ultimi a vedere lo stuolo delle Ninfe
Tirreniche che scherzavano tra il mare e la terra.
Si narra che ogni anno, d’inverno, quando la spiaggia
è deserta, il mare si calma, per vedere se la Pietra Bianca
e la Pietra Nera riescono a raggiungere il lido, o se le Pietre del
Cavallone, che un giorno erano bellissime fanciulle, riprendono i loro
giochi in riva al mare. Ma, fino ad oggi, mai nessuna pietra ha
raggiunto il lido.
Bibliografia: La scheda è stata redatta da Felicia Lamonaca, traendola dai seguenti testi: G.G.
Cervera – Questa è Ischia, Arti Grafiche Amodio,
Napoli, 1955 e DOMENICO MIRAGLIUOLO, Panza, il
paese dalle sue origini, Forio, Centro di Studi Storici
D’Ambra, 2003, p. 167.
|
|
|
|