di Felicia Lamonaca
Nel trentennio 1940 – 1970 i foriani che lasciano l’isola d’ Ischia sono 2.440. Di questi 2.024 scelgono di restare in Italia, distribuendosi per il bel
paese. La percentuale più alta riguarda la regione Campania (46,2%), la restante quota si presenta parcellizzata con poche unità sparse per gran
parte del territorio. Sono per lo più nuclei familiari, che lasciano l’isola a volte per fare ritorno alla città natale o a volte per motivi di lavoro. Il cambio di residenza a favore di Napoli è comune. Si rileva una certa preferenza per le città portuali, come Napoli, Genova e Trieste. Nelle città industriali come Milano e Torino i
foriani presenti sono poche decine, 23 per Milano e 12 a Torino.
Lo spostamento sulla terraferma
è fluido e continuo,
indipendentemente
dagli
eventi storici ed economico – sociali, che si sviluppano in
questo trentennio.
Addirittura, il dato sale nel decennio in cui l’isola subisce
una radicale
trasformazione economica, con il passaggio dal primario al terziario,
con il
37% delle migrazioni in Italia.
|
Foriani
migrati
in Italia
|
|
Anni
|
Dato
Assoluto
|
%
|
|
1940
- 1949
|
641
|
31,23781676
|
|
1950
- 1959
|
650
|
31,67641326
|
|
1960
- 1970
|
761
|
37,08576998
|
|
Totale
|
2052
|
100
|
Le
ragioni del foriano
che lasciare l’isola per un’altra città
italiana sono diverse da quelle del
classico emigrante, “costretto” ad allontanarsi
dalla sua terra, per cercare
fortuna altrove. A conferma di ciò, basta
osservare il comportamento
degli emigranti foriani diretti nei paesi esteri, europei e
transoceanici. Il
flusso migratorio verso l’estero già consistente
negli anni della guerra e del
dopoguerra, cresce ancora nel decennio del miracolo economico, per
ridursi
drasticamente, con l’affermazione del turismo di massa. Ci
troviamo di fronte
ad un divario interessante, le cui cause evidentemente non affondano le
loro
ragioni solo nella sfera economica. Dalla metà degli anni
Cinquanta Ischia
inizia un processo di crescita inarrestabile legata
all’affermazione del
turismo, che negli anni successivi determina un cospicuo innalzamento
del
reddito pro capite. Vengono meno le ragioni di un
emigrazione
in terre lontane, ma resta l’esigenza di spostarsi per motivi
professionali, a
volte anche familiari. Purtroppo i dati in nostro possesso, al momento,
non
consentono di definire tale fenomeno, ma sono uno spunto per un
indagine, interessante, che meriterebbe un maggiore
approfondimento.
|
|
|
Anni
|
Dato
Assoluto
|
|
|
1940
- 1949
|
24
|
7,973421927
|
|
1950
- 1959
|
273
|
90,69767442
|
|
1960
- 1970
|
4
|
1,328903654
|
|
TOTALE
|
301
|
100
|
Fonte: Ufficio
Anagrafe. Archivio delle schede individuali
eliminate. Analisi e rielaborazione statistica di Felicia Lamonaca.