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Section Tradizioni/Feste religiose/La Corsa dell'Angelo
di Felicia Lamonaca

Ogni anno, la domenica di Pasqua, i foriani si uniscono ai curiosi ed ai turisti, per assistere ad una rappresentazione di devozione popolare oramai secolare, le cui prime notizie storiche risalgono al 1620: la corsa dell'angelo.
L'evento trae ispirazione dalla Resurrezione di Cristo, sulla base della quale s'immagina l'incontro della Madonna con il Redentore.
L'azione si svolge lungo il Corso Avv. Francesco Regine ed il Corso Matteo Verde ed ha come protagonisti Gesù risorto, la Madonna, S. Giovanni e l'Angelo.

I quattro personaggi sono rappresentati da statue lignee portate a spalla dai primogeniti delle stesse famiglie, quasi per un diritto consuetudinario.

La mattina della domenica di Pasqua, la statue della Madonna, con il volto coperto da un lungo velo, e quella di S. Giovanni, portate a spalla, sono sistemate lungo il marciapiede sinistro di Corso Mattero Verde, all'altezza dell'Istituto Nautico. La manifestazione ha inizio intorno alle 11:30, dopo la celebrazione della messa solenne. Al termine di questa, la processione si avvia con un piccolo corteo, con lo stendardo celeste, con il pennacchio di struzzo bianco, seguito dalla croce della confraternita con i confratelli. Dopo di loro, sopraggiungono l'Angelo, il clero ed il Cristo risorto. La processione procede fino a Piazza Matteotti, nei pressi della fontana, dove si ferma. La maggior parte del corteo si fa da parte, mentre la statua dell'Angelo e di Cristo occupano il centro della strada. Al loro arrivo la piazza si riempie del canto «Regina coeli». Al termine del quale, l'Angelo si volge verso il Cristo, attendendo che si ripeta il canto, prima di inchinarsi tre volte verso il Redentore. Infine si volta e comincia la sua corsa tra due cordoni di folla, per raggiungere la Madonna e S. Giovanni. Li saluta con un triplice inchino ed attende qualche istante, come se gli parlasse. S. Giovanni avanza di pochi passi, speranzoso, ma ancora incredulo. A questo punto l'Angelo ritorna da Cristo e per farlo, ripercorre nuovamente il lungo corridoio di folla. La scena si ripete ancora due volte. La terza occasione è quella decisiva: l'Angelo si ferma sotto il campanile della Chiesa di S. Maria di Loreto per permettere alla Madonna e a S. Giovanni di raggiungere Cristo.

Da questo momento l'attenzione della folla si concentra sulla Madonna, perché da lì a qualche minuto potrà vedere, avanzando lentamente al fianco di S. Giovanni, il figlio risorto. Giunti all'altezza di vico Piazza, una delle strette stradine del corso, la Madre vede il figlio e inizia la sua corsa per riabbracciarlo. In quel preciso istante gli addetti all'evento fanno scivolare dal capo della Madonna, il lungo velo bianco che le copre il viso. La corsa di Maria è accompagnata dalle campane a gloria e dal volo di colombi e coriandoli. Il coro ancora una volta intona il «Regina coeli».

La Madonna si pone al fianco del figlio. L'Angelo rimasto in disparte fino ad allora, corre un'ultima volta da Cristo e raggiuntolo si inchina tre volte per un ultimo saluto. Poi indietreggia, senza mai dare le spalle al Redentore e alla Madre, fino a raggiungere il campanile. Intanto avanza lo stendardo, che si ferma presso Cristo e la Madonna e dopo il solito canto, il vessillifero lo abbassa a terra per tre volte in segno di omaggio, prestando attenzione a non farlo mai sfiorare l'asfalto. In questo modo si assicurerà il diritto di rifarlo l'anno dopo.

Terminata la rappresentazione, la processione si ricompone, con la Madonna sempre al fianco del Figlio. Il corteo attraversa il centro, fino al quadrivio ed infine svolta a destra, risalendo via Carinale Lavitrano, fino a S. Vito, dove scendono per via S. Giovanni e via S. Antonio, fino alla Chiesa della Confraternita.


Bibliografia: DI LUSTRO AGOSTINO, La Confraternita di Visitapoveri a Forio, Bologna, Li Causi Editore. 1983; ALBANELLI NUNZIO, Feste e religiosità popolari a Ischia, in DELIZIA ILIA (a cura di), Ischia d'altri tempi, Napoli, Electa, 1990; DI LUSTRO AGOSTINO, La Confraternita di Visitapoveri a Forio, Bologna, Li Causi Editore. 1983; DI LUSTRO AGOSTINO, “La corsa dell’Angelo”, Ischia Oggi, 1 – 15 maggio 1974.

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