a cura di Felicia Lamonaca
Si racconta che nelle
viscere del Monte Epomeo c’era un’immensa caverna
disseminata di così tanti palazzi, strade e giardini da
poter ricostruire una città.
In alcuni di questi palazzi si narra che fossero conservati i
tesori di sette re, trafugati dai pirati ai sovrani in altrettanti mari
del mondo. Custodi di queste fortune erano dei ferocissimi pipistrelli,
che a migliaia si scagliavano contro coloro che osavano addentrarsi
nella caverna e lo facevano con tale energia e determinazione da
sembrare furie infernali.
La porta d’ingresso a questa fantastica e ricchissima
città era la Grotta di Magone. La grotta si trova sul
versante meridionale di Forio a pochi metri dal mare ed è
scavata in un terreno lapilloso e compatto.
Bibliografia: DOMENICO
MIRAGLIUOLO, Panza, il paese dalle sue origini,
Forio, Centro di Studi Storici D’Ambra, 2003, pp. 156
– 157.